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Valutazione psicologica del bambino

 

La comprensione delle problematiche psicologiche in età evolutiva ha alcune peculiarità rispetto a quelle dell’età adulta proprio perché il bambino è in continua trasformazione. Questi continui cambiamenti possono destare ansia e preoccupazione in chi si prende cura di lui facendo sorgere il dubbio se questi suoi comportamenti facciano parte del normale processo di crescita o siano degni di attenzione clinica. I genitori si trovano di fronte a due quesiti principali in queste situazioni: “Cos’ha mio figlio?”, “Cosa posso fare per aiutarlo?”. In questo senso risulta fondamentale aiutare gli adulti a riconoscere quali comportamenti, anche se problematici, rientrano in un normale percorso di crescita e quali invece si configurano come sintomi di qualche disturbo. Nella valutazione del bambino o dell’adolescente vengono necessariamente coinvolti entrambi i genitori in quanto occorre il consenso di entrambi ed è fondamentale il loro contributo per la comprensione della dinamica motivazionale alla base della richiesta di consultazione. Gli obiettivi specifici della valutazione in età evolutiva sono:

  1. Identificare le ragioni e i fattori che hanno portato il bambino alla valutazione

  2. Ottenere un quadro del funzionamento evolutivo del bambino

  3. Comprendere i fattori individuali, familiari e ambientali che possono influenzare le difficoltà del bambino o supportarle

  4. Stabilire se è presente un’atipia di sviluppo e, nell’eventualità fare una diagnosi differenziale

  5. Valutare se sia necessario un trattamento e, in caso affermativo, sviluppare le linee guida di un percorso terapeutico (Lucarelli, L, Piperno, F. e Balbo, M., 2008).

L’obiettivo principale della valutazione non è la diagnosi ma la comprensione del funzionamento globale del paziente poiché la diagnosi, che equivale spesso a un’etichetta, descrive ma non spiega.

L’obiettivo del percorso diagnostico è quello di capire il funzionamento del paziente, mettendo in luce i rapporti causali tra pensieri, emozioni e comportamenti, nonché le sue risorse. Due pazienti con la stessa diagnosi possono avere funzionamenti completamente diversi e alla luce di questo, lo psicologo deve offrire il piano di trattamento più adatto all’unicità del paziente. La valutazione è un processo che caratterizza le prime fasi dell’intervento psicologico e lo indirizza. Lo psicologo nel condurre l’assessment utilizza vari strumenti come il colloquio psicologico, l’osservazione diretta, strumenti psicometrici selezionati in base al problema presentato e delega a terzi per eventuali esami medico-strumentali. Una volta conclusa la valutazione verrà fatto un colloquio di restituzione per comunicare quanto emerso e per consigliare il paziente o i genitori dello stesso rispetto al percorso a lui più idoneo.

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